Daniele Reggiani




Akhenaton
 

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"Il Tempo non Esiste" - Akhenaton

Feb 05 2012
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Il Tempo non Esiste è sicuramente il brano di maggiore "profondità" di Daniele Reggiani. Daniele, a contatto con il Mondo Egizio e il Cristianesimo delle origini attraverso le Terapie Egitto Essene ( www.terapie.org e www.reggianiterapie.it ), dedica a Akhenaton il brano " Il Tempo non Esiste ". Akhenaton, ovvero Neferkheperura Waenra Amenhotep poi Neferkheperura Waenra Akhenaton (... – 1342 a.C.) è stato il decimo sovrano della XVIII dinastia egizia. Akhenaton diede ordine di eliminare le immagini e i culti degli altri dei in tutto l'Egitto (come le ricerche archeologiche ci mostrano), dando così segno di una completa rottura con il politeismo. Con questo egli enunciò i principi della sua nuova dottrina: Era consentito adorare un solo Dio. Tutti gli idoli furono banditi, specie le raffigurazione di divinità con animali e le personificazioni del sole divino. Tutti i rituali legati alla morte aboliti. Nessun sacrificio di animali. Universalità di culto. Le sepolture effettuate senza beni materiali. Abolizioni della magia e incantesimi. Monogamia (come egli stesso praticò). Tutte le rendite degli altri dèi egizi dovevano confluire ad un unico tesoro, quello del Dio unico Akhenaton, con il suo monoteismo rivoluzionario, non pone più il sovrano come rappresentazione di Dio; il faraone ora è "utile a Dio, che è utile a lui" come testimonia anche una stele commemorativa nel Tempio di Ptha a Karnak dove è scritto: "Dio ha fatto si che le vittorie della mia maestà fossero più grandi [di quelle] di ogni altro re. La mia Maestà ha ordinato che il Suo altare sia fornito di ogni bene." L'escatologia che sostituisce quella di Osiride, prevedeva che le anime dei morti, col sorgere del sole, uscissero fuori sotto le sembianze di uccelli per rivivere tutto il giorno in un mondo parallelo a quello materiale. In alcuni inni ritrovati nella tomba del sacerdote Ay viene manifestato l'universalismo imperiale al quale, secondo alcune interpretazioni, mirava Akhenaton, che si auspicava la diffusione di una religione universale con al centro il dio di tutti gli uomini, indipendentemente dalla loro razza e soprattutto il dio creatore della natura.[2] Alla rivoluzione religiosa si affiancò anche un profondo rinnovamento artistico, il cosiddetto stile di Amarna, in cui la rappresentazione della figura umana, compresa quella del sovrano e della sua famiglia, perde la rituale staticità precedente per acquisire una rappresentazione naturalistica, e talvolta impietosa, della realtà. Akhenaton, ad esempio, viene rappresentato in scene di vita familiare, talvolta, il sovrano indossa una tunica da donna e i nastri posti sul retro della corona assumono una forma allungata e femminile. Anche l'atteggiamento dei cortigiani cambia considerevolmente visto che ora si inchinano o si prostrano davanti alla coppia reale. Queste insolite rappresentazioni del sovrano hanno fatto a lungo pensare che Akhenaton soffrisse di deformità congenite, che gli avrebbero fatto sviluppare un corpo dai tratti femminili, con un bacino ampio e arti sottili. Lo studio del suo scheletro ha invece rivelato un corpo perfettamente sviluppato e dai tratti mascolini: il re viene rappresentato con tratti androgini perché, in quanto divinità, è associato al mito creatore e quindi né uomo, né donna.[3] Infatti, tra gli insegnamenti di Akhenaton vi è quello della "verità" e del principio "Vivente della Verità" che spesso è accostato al nome del sovrano. Il suo scultore capo Bek ci ha lasciato la notizia che lo stesso Akhenaton chiese agli artisti di esprimere la realtà che vedevano; quindi furono raffigurate anche scene prese dalla vita animale, come il cane durante la caccia e la preda che fugge.[2] La tomba di Akhenaton fu collocata ad est della città, in perfetto allineamento con il tempio del dio Aton. All'interno di essa, per la prima volta, il faraone e la moglie, Nefertiti, sono raffigurati nudi e Akhenaton è solo quando intercede presso il dio Aton, mentre la moglie è rappresentata in battaglia, vestita con i simboli regali. La damnatio memoriae (viene spesso identificato come "Il faraone che si ribellò agli dei"), con la conseguente distruzione di documenti e di monumenti, a cui Akhenaton venne condannato a partire da Haremhab rende difficoltoso definire esattamente la linea di successione. Fonti amarniane sembrano citare come immediato successore un Neferneferuaton seguito da Smenkhkhara. Entrambi questi sovrani avrebbero governato da Akhet-Aton. L'abbandono della nuova religione, ed anche dalla capitale Akhet-Aton, avvenne durante il regno di Tutankhamon, figlio di Kiya (moglie secondaria di Akhenaton) ed ultimo discendente della stirpe regale iniziata con Thutmose I. Secondo i fautori della teoria della coreggenza, Smenkhkhara non avrebbe mai governato in modo autonomo ed il successore di Akhenaton sarebbe quindi Tutankhamon. Per un'esposizione completa di questa teoria si può consultare il testo di Cyril Aldred citato nella bibliografia. La demolizione dei templi del Sole e del palazzo reale di Akhenaton furono condotti all'insegna del riciclaggio dei materiali in muratura che furono riutilizzati ad esempio per i piloni aggiunti al tempio di Amon-Ra a Karnak oppure per gli edifici eretti da Ramesse III. Nel 1917 nella Valle dei Re fu scoperta una tomba, la numero KV55, risalente all'epoca di Tutankhamon. All'interno fu trovato un corpo sconosciuto dal momento che le iscrizioni sulle pareti erano state cancellate a colpi di scalpello. Il confronto del cranio con quello del faraone Tutankhamon rivelerebbe, secondo alcuni esperti, una parentela diretta tra i due. Alcuni ipotizzarono, perciò, che si trattasse del corpo di Akhenaton, trasportato nella Valle da Tutankhamon, secondo altri è, invece, il corpo di Smenkhkhara. Ma oggi, recenti studi su base genetica identificano Akhenaton nella mummia 61072 e la consorte Nefertiti nella mummia 61070. Queste mummie "anonime", insieme ad una terza, furono trovate nella tomba di Amenhotep II KV35 nel 1898.

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Sanremo Asocial: Venerdi 17 Febbraio 2012 alle 14.30 Daniele canterà il brano "Il Tempo non Esiste" dedicato al Faraone Akhenaton e ai Terapisti Egitto Esseni, in particolare Bernard Rouch